

ll volume raccoglie due tra gli ultimi scritti di Franco De Felice. I saggi, introdotti e commentati dal curatore, esplorano grandi questioni della storia del Novecento, quali la crisi dello Stato-nazione, la guerra civile e la cittadinanza democratica e restituiscono in particolare la sua riflessione, densa e rigorosa, sul ruolo svolto dall’antifascismo nella fondazione della democrazia postbellica su scala europea.

Medico, docente universitario, dirigente politico e parlamentare, Giovanni Berlinguer è stato un riferimento nazionale e internazionale sulle politiche della salute. Molteplici i suoi ambiti di intervento: inchieste sulle condizioni delle periferie e dei luoghi di lavoro, politiche sanitarie e della scienza, battaglie per l’ambiente, la bioetica. Il volume ne ripercorre il profilo intellettuale attraverso scritti, interviste, discorsi pubblici e documenti d’archivio.

L’intera collezione di Rinascita è consultabile e interrogabile nella sezione Periodici online della Fondazione Gramsci.
Fondata e diretta da Palmiro Togliatti, La Rinascita, come si chiamò in origine, iniziò le pubblicazioni nel giugno 1944. Assunse da subito il ruolo di principale organo di elaborazione e diffusione della politica culturale del Partito comunista italiano. Ebbe una cadenza mensile fino a maggio del 1962, quando divenne settimanale. Nel 1965 accolse come supplemento mensile la rivista Il Contemporaneo. Sospese le pubblicazioni nell’agosto del 1989, per riprenderle con un nuovo formato e una nuova numerazione nel gennaio 1990; cessò le pubblicazioni nel marzo 1991.

Nella sua breve vita – morì a 42 anni il 19 febbraio 1966 – Luciano Romagnoli è stato per più di vent’anni un protagonista delle lotte promosse dal movimento contadino italiano e un dirigente sindacale e politico che coniugò riscatto sociale e costruzione della democrazia in una visione allo stesso tempo nazionale e internazionale. Organizzatore della Resistenza nelle campagne della provincia di Bologna già all’indomani dell’8 settembre 1943, assunse la direzione del sindacato dei braccianti della Cgil quando non aveva ancora compiuto 24 anni. Guidò le drammatiche lotte dei contadini del Settentrione e del Mezzogiorno fino alla morte di Giuseppe Di Vittorio. Membro della Direzione del Partito comunista italiano dal 1956, eletto alla Camera dei deputati nel 1958 e nel 1963, seguì le grandi trasformazioni economiche e culturali degli anni Cinquanta e Sessanta battendosi per connettere le lotte sindacali, politiche e civili dentro una concezione dell’emancipazione di carattere universale.

Cerimonia di premiazione della VIII edizione del Premio internazionale Alberto Cardosi, organizzata con il patrocinio del Comune di Latina, in collaborazione con l’Associazione Culturale Alberto Cardosi, il Centro Studi Angelo Tomassini, la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica, il CE.R.SI.TE.S. di Sapienza Università di Roma.
Nato nel 1971, Alberto Cardosi è stato un militante politico e un organizzatore culturale della provincia pontina. Appassionato lettore di Gramsci, ha approfondito la conoscenza dei suoi scritti nel corso degli studi universitari. La sua tesi di laurea – Il popolo nel pensiero del giovane Gramsci – è stata pubblicata nel 2014 all’indomani della sua morte.
Il premio, destinato a tesi di laurea triennali o magistrali dedicate a Gramsci, verrà assegnato ad Antonio Viteritti, autore della tesi intitolata Il concetto di rivoluzione passiva nel pensiero di Antonio Gramsci.

A partire dagli anni Cinquanta l’Italia è diventata rapidamente una potenza industriale di primo piano e i suoi cittadini hanno avuto accesso a livelli di benessere mai conosciuti prima di allora. L’espansione spesso incontrollata degli agglomerati urbani e industriali e l’abbandono delle aree interne hanno però alterato gli equilibri fra insediamenti umani e matrici ambientali. Esaminando fonti in buona parte inedite e confrontandosi con una vasta letteratura, il libro analizza il modo in cui la società italiana scoprì l’altro volto del benessere, cioè gli impatti distruttivi dello sviluppo sui cicli naturali, e provò a fronteggiarne cause e conseguenze.

Convegno organizzato su iniziativa dell’Associazione Ex Parlamentari della Repubblica in collaborazione con l’Istituto Luigi Sturzo e la Fondazione Gramsci. Relazioni storiche e testimonianze ripercorreranno l’itinerario politico, intellettuale e sentimentale di Marisa Cinciari (1921-2023) e Franco Rodano (1920-1983). Dall’attività nelle formazioni antifasciste cattoliche e la comune esperienza nella Resistenza a Roma alla militanza nel Partito della sinistra cristiana e nel Partito comunista, ai loro peculiari e distinti contributi alla vita civile, politica e culturale italiana.

I saggi e le testimonianze che compongono il volume raccontano il lavoro intrapreso da Diego De Donato intorno alla fine degli anni Quaranta e momenti della storia delle case editrici da lui fondate a Bari: la Leonardo da Vinci (1949-1965) e la De Donato (1966-1983). Autori: Francesco Giasi, Felice Blasi, Franco Buono, Ferdinando Pappalardo, Gabriella Bonacchi, Giuseppe Cotturri, Piero Di Siena, Marcello Montanari, Michele Ciliberto, Carlo Spagnolo, Isidoro Davide Mortellaro, Luciano Canfora, ChIara Saraceno, Antonio Resta, Sebastian Mattei; con un inserto fotografico su Diego De Donato, un inserto sulla grafica editoriale, i cataloghi storici delle due case editrici.


L’archivio di Guido Calvi – acquisito con atto di donazione del 20 novembre 2024 – è costituito da 115 faldoni e contiene documenti relativi alla sua attività di avvocato penalista e di parlamentare. Guido Calvi è nato a Pescara nel 1940 e ha studiato all’Università “La Sapienza” dove si è laureato nel 1964. Ha insegnato presso le università di Salerno e di Camerino. Senatore della Repubblica dal 1996 al 2008, è stato membro non togato del Consiglio superiore della magistratura dal 2010 al 2014. Tra i processi più celebri da lui seguiti si segnalano quelli riguardanti la morte di Pier Paolo Pasolini, il delitto del Circeo, le stragi di Peteano, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Treno Italicus, Stazione di Bologna e Rapido 904; i processi alle Brigate rosse; la difesa di Aléxandros Panagoúlis e di Luis Corvalan.

La rivista iniziò le pubblicazioni con il sottotitolo “Settimanale di cultura” sotto la direzione di Romano Bilenchi, Carlo Salinari e Antonello Trombadori; fu una delle più importanti riviste di dibattito culturale tra gli anni Cinquanta e Sessanta.
Nel marzo del 1958 (con il comitato direttivo formato da Renato Guttuso, Carlo Melograni, Velso Mucci, Carlo Salinari, Albe Steiner, Antonello Trombadori e Glauco Viazzi) divenne rivista mensile e cambiò formato. Cessò le pubblicazioni come rivista autonoma nel dicembre 1964 divenendo supplemento mensile del settimanale “Rinascita”.

L’«Arbeiter-Illustrierte-Zeitung» (AIZ) è stata una delle riviste illustrate più diffuse degli anni Venti e Trenta. Fondata a Berlino nel 1921 da Willi Münzenberg – massimo dirigente del Soccorso Operaio Internazionale – si occupò di ogni aspetto della politica e della cultura attraverso una innovativa combinazione di testo e immagini. Ebbe successo grazie al contributo di importanti fotografi e di John Heartfield, autore di fotomontaggi propagandistici. Nel 1933 la redazione fu trasferita prima a Praga poi a Parigi dove cessò le pubblicazioni nel 1938. Il progetto di digitalizzazione e pubblicazione online dell’AIZ è stato promosso dall’Istituto Italiano di Studi Germanici, in collaborazione con la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e la Fondazione Gramsci.

Il convegno è promosso dall’Istituto Sturzo, dalla Fondazione Matteotti, dalla Fondazione Basso, dalla Fondazione Socialismo, dalla Fondazione Gramsci, da Mondoperaio, da Il Mulino, dalla Fondazione Circolo Rosselli e da Le Carte e la storia, in collaborazione con la rivista Mondoperaio.

Il convegno, organizzato dalla Fondazione Gramsci di Puglia in collaborazione con la Fondazione Istituto Gramsci di Roma, si muove tra ricerca storica, progetti di valorizzazione delle fonti, progetti di storia pubblica, usi pubblici del passato, narrazioni e memorie sollecitate dal Centenario, per riflettere sulle dinamiche complesse che attraversano la memoria pubblica repubblicana. Per l’occasione sarà allestita una mostra fotografica sul PCI in Puglia.

La Fondazione Gramsci promuove un ciclo di seminari per approfondire la conoscenza delle forze politiche di destra che, in molti paesi europei, hanno eroso i consensi delle forze moderate e centriste, ambendo a, e in alcuni casi occupando, posizioni di governo. Si tratta di un fenomeno politico duraturo, plurale e articolato, fortificatosi nell’ultimo decennio. L’obiettivo è di discutere l’ascesa di queste “nuove destre” privilegiando una contestualizzazione storica attenta alla loro dimensione internazionale e alle loro radici nazionali, interrogandosi sulle loro specificità e focalizzando al tempo stesso gli elementi che ne accomunano le culture politiche.
Il primo seminario sarà dedicato all’esame dei casi italiano e francese.

Sono state portate a termine le attività di schedatura sintetica informatizzata, di articolazione delle serie e di ricondizionamento dell’intero archivio storico acquisito dalla Fondazione Gramsci nel 2023: 4580 fascicoli conservati in 373 buste.
Sono state individuate le serie relative agli organismi dirigenti, ai settori di lavoro, all’attività internazionale e alla partecipazione ad enti collettivi nazionali ed internazionali; altra documentazione è stata ordinata in serie annuali e in partizioni tematiche.
I lavori proseguiranno con l’obiettivo di definire ulteriormente la struttura del fondo ed elaborare gli strumenti di ricerca per la consultazione.

Artefice della Resistenza all’occupazione tedesca di Roma, Medaglia d’argento al valor militare, tra i principali animatori della politica culturale del Partito comunista italiano guidato da Palmiro Togliatti: Antonello Trombadori è stato giornalista, critico d’arte, poeta, ma innanzitutto partigiano. Mirko Bettozzi ne ripercorre l’itinerario biografico e politico sulla base di testimonianze dirette e documenti inediti, facendo emergere la personalità di una figura chiave della cultura dell’Italia democratica del secondo dopoguerra.

In occasione del 120° anniversario della morte, il convegno ripercorre i principali aspetti del pensiero di Antonio Labriola, considerato come una figura di spicco del marxismo italiano e del socialismo europeo. Le relazioni approfondiscono la lettura dell’epoca borghese e nodi teorici come la filosofia della praxis, la teoria della storia, il ruolo degli intellettuali, la linguistica e la pedagogia sociale. Sarà inoltre proposto un bilancio sulle edizioni, lo stato degli studi, la ricezione nazionale e internazionale.

Il convegno, organizzato dalla Fondazione Gramsci di Puglia in collaborazione con la Fondazione Istituto Gramsci di Roma, si muove tra ricerca storica, progetti di valorizzazione delle fonti, progetti di storia pubblica, usi pubblici del passato, narrazioni e memorie sollecitate dal Centenario, per riflettere sulle dinamiche complesse che attraversano la memoria pubblica repubblicana. Per l’occasione sarà allestita una mostra fotografica sul PCI in Puglia.

Il 2024 è l’occasione di un doppio centenario, politico e cinematografico: la morte di Lenin e l’uscita di Kinoglaz del regista Dziga Vertov. La morte di Lenin segna tragicamente la fine dell’utopia rivoluzionaria. Raccontata attraverso monumenti, opere d’arte e film, la figura di Lenin continua a rivendicare il suo posto nella storia della Russia moderna. Kinoglaz è la punta più avanzata dello sperimentalismo di Vertov: non un film compiuto ma un work in progress interattivo e partecipativo che apre nuovi spazi pubblici, che ha alimentato il lavoro delle avanguardie artistiche e del cinema indipendente.
Sono i temi dell’ottava edizione de Il progetto e le forme di un cinema politico, promossa dall’AAMOD in collaborazione con la Fondazione Gramsci.

La strage di Melissa del 29 ottobre 1949 è un momento tragico della storia italiana del secondo dopoguerra che consente di ripercorrere più in generale la storia del Mezzogiorno caratterizzata da conflitti e speranze di riscatto. Nella ricorrenza dei 75 anni dalla strage, la Fondazione Corrente esporrà nella propria sede una selezione di scatti che Ernesto Treccani realizzò a poche settimane dall’eccidio, accompagnati da documenti inediti e lettere. La mostra è organizzata dalla Fondazione ISEC e dalla Fondazione Corrente, in collaborazione con la Fondazione Gramsci e con il patrocinio della Fondazione Cariplo.


La mostra racconta un ventennio di profonde trasformazioni della Puglia, attraverso gli obiettivi di giovani fotografi militanti dell’epoca, offrendo una prospettiva intima e colletti-va delle vicende umane, dei paesaggi e delle storie. Un racconto visivo della condizione economica e sociale, dell’evoluzione culturale e delle lotte sociali che hanno caratterizzato la regione in quegli anni.
Foto di: Angelo Angelastro, Luigi Chiriatti, Paolo Covella, Giampiero De Robertis, Paolo Miraglino, Giuseppe Mirizzi, Alberto Muciaccia, Aldo Muciaccia, Maurizio Sciarra; a cura di Aldo Muciaccia