Felice Platone
Azzano d’Asti, 1899 – Roma, 1955
Giornalista e dirigente del Partito comunista italiano, curatore della prima edizione delle Lettere dal carcere e dei Quaderni.
Trasferitosi a Torino per iscriversi al Politecnico, dal 1921 è tra i collaboratori de «l’Ordine Nuovo» quotidiano e segretario del circolo degli studenti socialisti torinesi; lascia gli studi per dedicarsi all’attività politica come giornalista ed è tra i fondatori del Pcd’I. Trasferitosi a Roma nel giugno 1924 come corrispondente del quotidiano comunista «l’Unità», nonché segretario di Gramsci e addetto alla sua sicurezza, segue i tumultuosi mesi della crisi Matteotti. Nel 1925 assume la direzione de «Il Lavoratore» di Trieste, ma viene arrestato e subisce alcuni mesi carcere. Nel 1927, condannato, contumace, dal Tribunale speciale a 12 anni di reclusione, è costretto a espatriare e rifugiarsi prima in Svizzera, poi in Unione Sovietica e in Francia. Nel 1936, in Spagna è capo di Stato maggiore nelle Brigate internazionali. Fuggito nel 1941 dal campo di internamento in Francia di Les Milles, nel 1944 riesce a rientrare in Italia per partecipare alla Resistenza.
A lui si devono la prima edizione delle Lettere dal carcere e dei Quaderni del carcere nonché numerose traduzioni di classici del marxismo. Primo dei non eletti alle elezioni del 1948, nel 1950 entra in Senato, alla morte di Massimo Bontempelli.
