Ginevra, 1896 – Peredelkino, Mosca, 1980.
Compagna di Gramsci dal 1923, madre di Delio e Giuliano. Diplomata in violino al Conservatorio di Roma rientra a Mosca durante la Grande Guerra. Dopo l’arresto di Gramsci, è colpita da una malattia nervosa che la costringerà per tutta la vita a trascorrere lunghi periodi in case di cura.

Giulia nasce a Ginevra, dove la famiglia Schucht s’è trasferita. Li segue nel loro peregrinare prima a Montpellier, poi a Roma, dove nel 1915 si diploma in violino all’Accademia di Santa Cecilia. Conclusi gli studi si trasferisce in Russia attraversando, sola, l’Europa in guerra. Raggiunge la sorella Anna, che, diplomatasi anche lei in violino a Roma, si è stabilita a Ivanovo Voznesensk, dove insegna alla scuola musicale. Nel settembre 1917 entra nel partito bolscevico e unisce il lavoro politico all’attività di insegnante. Dal febbraio all’ottobre del 1919 lavora come segretaria e istruttrice presso il Commissariato del popolo per l’Istruzione. Alla fine del 1919 si trasferisce con i genitori a Šuja, non lontano da Ivanovo Voznesensk, insegnando negli istituti musicali di entrambe le città. Nell’estate del 1920 lavora presso la segreteria di Lenin durante i lavori del II Congresso dell’Internazionale comunista. Tornata alla fine del 1920 a Ivanovo, riprende l’insegnamento e l’attività politica nel Sindacato lavoratori dell’arte. Gramsci ricorda il loro primo incontro nel settembre 1922 in occasione di una visita alla sorella Eugenia ricoverata, come lui, nel sanatorio di Serebrjanyj bor. A metà ottobre fa da interprete a Gramsci in una visita ufficiale come membro del Presidium dell’Internazionale comunista a Ivanovo Voznesensk. Nell’autunno del 1923, si trasferisce a Mosca per lavorare al Raikom (l’organizzazione del partito a livello di distretto). L’amicizia con Gramsci diviene amore, ma a fine novembre Gramsci lascia Mosca e si trasferisce a Vienna. Solo dopo la sua partenza capisce di aspettare un bambino, che nasce il 10 agosto 1924: Delio. Nello stesso periodo è assunta nei servizi di sicurezza interna (NKVD – Commissariato del popolo agli Affari Interni). Rivede Gramsci nell’aprile del 1925, quando questi si reca a Mosca per il V Comitato esecutivo allargato dell’Internazionale comunista. A ottobre lo raggiunge a Roma, con il bambino e la sorella Eugenia. Vanno ad abitare a via Trapani. Mentre lei lavora all’Ambasciata sovietica di via Gaeta, la sorella si occupa del bambino. Nell’estate 1926 torna in Unione Sovietica incinta del secondo figlio, Giuliano, che nasce a Mosca il 30 agosto. Nel 1927 contrae una malattia virale, forse causa dell’epilessia che la tormenterà per il resto della vita e che la costringerà a costanti cure mediche e lunghi periodi di ricovero in sanatorio. Non tornerà mai in Italia. Dopo la morte di Gramsci, si preoccupa di raccogliere la corrispondenza e di recuperare gli scritti rimasti in Italia. Nel 1939 fa parte della «Commissione per l’eredità letteraria di Antonio Gramsci», presso l’Esecutivo dell’Internazionale comunista. Nel dopoguerra continua a vivere con la sorella Eugenia a Mosca. Nel 1968 insieme si trasferiscono nella casa di riposo per vecchi bolscevichi a Peredelkino, nei dintorni di Mosca.