Torino, 1898 – Cambridge, 1983
Tra i più importanti economisti del Novecento. Amico di Gramsci dagli anni torinesi.

Unico figlio di Irma Tivoli e Angelo, giurista e docente universitario di Diritto commerciale in varie università e rettore dell’Università Bocconi dal 1917 al 1926. Dopo aver frequentato il ginnasio a Milano, dal 1913 si iscrive al liceo D’Azeglio di Torino, dove al primo anno ha come insegnante Umberto Cosmo, che era stato professore all’Università di Gramsci. Conseguita la maturità nel 1916, si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza a Torino. Conosce Gramsci probabilmente grazie a Cosmo nel 1919. Si laurea nel novembre 1920, con una tesi sull’inflazione monetaria. Nel 1921 si reca in Inghilterra per frequentare la London School of Economics. Su richiesta di John Maynard Keynes scrive un saggio sui problemi bancari italiani dalla fine della guerra, pubblicato nel giugno 1922 sull’«Economic Journal». Rientrato in Italia, nella primavera del 1922 è nominato direttore dell’Ufficio provinciale del lavoro di Milano, ma quando cade la giunta socialista di Nino Levi, nel dicembre 1922 si dimette. Nello stesso mese, su un supplemento del «Manchester Guardian» curato da Keynes affronta nuovamente i problemi del sistema bancario italiano, provocando il risentimento della Banca commerciale italiana e dello stesso Mussolini. Invitato da Keynes a tornare in Inghilterra, nel gennaio 1923 è respinto alla frontiera. Nello stesso anno è incaricato dell’insegnamento di Economia politica all’Università di Perugia (dall’anno seguente vi insegna anche Scienza delle finanze). Nel 1925 esce la sua traduzione in italiano di La riforma monetaria di Keynes. Nel 1926 vince il concorso per la cattedra di Economia politica all’Università di Cagliari. Nell’estate del 1927, si trasferisce in Inghilterra grazie alla nomina di Lecturer in Economics dell’Università di Cambridge. Nel dicembre 1926 apre per Gramsci un conto senza limiti di spesa presso la libreria Sperling & Kupfer di Milano. Dalla fine del 1928 è continuativamente in contatto con Tatiana, garantendo i collegamenti col Centro estero del Pcd’I. Nell’agosto 1930 visita l’Unione Sovietica con Maurice Dobb e conosce la famiglia Schucht. Dopo che nel gennaio 1935 a Gramsci è concessa la libertà condizionale, Sraffa lo incontra in diverse occasioni, prima alla clinica Cusumano di Formia, poi alla clinica Quisisana di Roma. In tutti questi anni, cerca di aiutare l’amico in carcere giovandosi delle proprie conoscenze, della rete parentale, tra cui lo zio, Mariano d’Amelio, Presidente della Corte di cassazione. Dopo la morte di Gramsci offre la sua consulenza ai curatori degli scritti di Gramsci e alla casa editrice Einaudi.
Nel 1961 fu insignito della medaglia Söderström dell’Accademia Reale svedese delle scienze (il Premio Nobel per l’economia non era ancora stato istituito) per l’edizione delle opere e della corrispondenza di David Ricardo. L’anno prima aveva pubblicato la sua opera teorica più importante: Produzione di merci a mezzo di merci. Premesse a una critica della teoria economica.