
Tatiana Schucht
Samara, Russia, 1887 – Frunze (oggi Biškek), Kirghizistan, 1943.
Sorella di Giulia. Laureata in biologia, insegnante di scienze naturali e di francese, traduttrice. Rimasta in Italia dopo il rientro della famiglia Schucht, conosce Gramsci nel 1925. Durante la prigionia del cognato è la sua principale interlocutrice.
Tatiana è la principale destinataria delle lettere di Gramsci dal carcere; la sua costante presenza ha garantito a Gramsci di mantenere durante la detenzione il rapporto con la famiglia e col partito. Al contempo si è occupata delle incombenze pratiche (dall’acquisto dei libri o della biancheria, alle istanze presentate presso le autorità), andando a trovarlo in carcere e poi nelle cliniche, la Cusumano di Formia e la Quisisana di Roma. È lei che si preoccupa di mettere in salvo i quaderni scritti da Gramsci in carcere, dopo la sua morte.
Secondogenita dei coniugi Schucht, nasce a Samara nel 1887. Segue gli spostamenti della famiglia prima nelle diverse città russe, poi nell’emigrazione in Svizzera. Per la sua cagionevole salute, nel 1903 la famiglia decide di trasferirsi in Francia, a Montpellier, dove completa gli studi superiori e segue i corsi propedeutici all’iscrizione alla facoltà di medicina. Trasferitasi a Roma nell’ottobre 1908, nel 1913 si laurea in Scienze naturali, per poi iscriversi a Medicina (senza mai laurearsi). Inizia a insegnare scienze naturali e matematica presso l’Istituto Crandon (una scuola femminile di proprietà della chiesa metodista americana), impartendo anche lezioni private. Dal 1914 lavora per un breve periodo come redattrice all’Istituto internazionale di Agricoltura. Iniziata la guerra, presta servizio come infermiera al Policlinico “Umberto I” di Roma. Quando anche il padre e il fratello Viktor rientrano a Mosca, decide di rimanere in Italia, mantenendosi con la sua attività di insegnante. Progressivamente, si diradano i rapporti epistolari con la famiglia, che cessano nel biennio 1923-24. Gramsci, giunto a Roma, è incaricato da Giulia di rintracciarla, ma fatica a trovarla, riuscendoci solo agli inizi del 1925. Tra i due prende avvio una frequentazione quotidiana, favorita anche dalla vicinanza delle abitazioni – lui a via Morgagni, lei a via Musa. Tatiana inizia a fare traduzioni per lui e poi per l’Ambasciata sovietica. All’arrivo a Roma di Eugenia e Giulia nell’ottobre 1925, va a vivere con loro e il piccolo Delio a via Trapani 12. Dopo l’arresto di Gramsci, l’8 novembre 1926, si reca più volte nell’appartamento di via Morgagni per recuperare gli scritti e i volumi della sua biblioteca. Nel corso degli undici anni di detenzione, assiste il cognato intessendo con lui una fitta corrispondenza, così come numerose sono le lettere scambiate con Piero Sraffa, con Carlo Gramsci e con la famiglia a Mosca, con cui ha intanto ricucito i rapporti. Dopo aver sistemato la tomba di Gramsci presso il Cimitero acattolico di Testaccio, alla fine del 1938 torna a Mosca, andando a vivere con la madre e le sorelle. Il 25 febbraio 1939 partecipa alla prima riunione della «Commissione per l’eredità letteraria di Antonio Gramsci», presso l’Esecutivo dell’Internazionale comunista, sostituita poi dalle sorelle Eugenia e Giulia. Continua a impartire lezioni private a casa. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, chiede di essere impiegata come infermiera al fronte, ma la domanda le viene negata a causa delle sue cagionevoli condizioni di salute. Costretta a lasciare Mosca per l’avanzata del fronte, muore di tifo addominale.
