Premio Pietro Greco
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Pietro Greco (Barano d’Ischia, 20 aprile 1955 – Ischia, 18 dicembre 2020), è stato un giornalista e uno scrittore. Iniziata la sua attività giornalistica a “l’Unità”, è stato tra i principali animatori della pagina dedicata alla scienza. È autore di oltre cinquanta libri e co-autore di altri diciotto volumi. Ha firmato articoli su più di cento testate; ha collaborato a Radio3 Scienza ed è stato autore di programmi televisivi, direttore di riviste, organizzatore di convegni, incontri e manifestazioni. Ha tenuto corsi di comunicazione scientifica e molti comunicatori della scienza oggi in attività sono stati suoi allievi. È stato un intellettuale a tutto tondo che si è caratterizzato per la capacità di unire l’attività giornalistica con la riflessione teorica e politica e la formazione delle nuove generazioni. Il suo impegno prioritario è stato rivolto ad una comunicazione rigorosa attenta al rapporto tra scienza e società.

La Fondazione Gramsci – in collaborazione con Associazione Nuova Civiltà delle Macchine APS di Forlì, Associazione Strisciarossa, SISSA di Trieste con il Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” – intende onorarne la memoria con un premio annuale riservato a tesi di Laurea Magistrale e a tesi di Dottorato redatte in lingua italiana conseguite nei 18 mesi precedenti la data di scadenza del bando.
In consonanza con i temi trattati da Pietro Greco, le aree tematiche oggetto del premio riguardano la comunicazione scientifica, la storia della scienza e i risvolti filosofici, sociali e politici della ricerca scientifica.


2025 | I Edizione 

Il Premio «Pietro Greco» 2025 è stato assegnato alla tesi di dottorato di ricerca di Giovanni Fava Verso una geologia trascendentale. Una cartografia del dibattito sull’Antropocene sostenuta presso il Corso di dottorato di ricerca in Filosofia e Scienze dell’Educazione (Ciclo XXXVII) dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.  
Hanno ricevuto una Menzione Speciale: la tesi di dottorato di ricerca di Camilla Sclocco, dal titolo Epistemology and philosophy of praxis sostenuta presso l’École normale supérieure de Lyon; la tesi di laurea magistrale di Maria Giulia Andretta, dal titolo Il caso Oppenheimer. Dal Progetto Manhattan alla revoca del nullaosta di sicurezza, sostenuta presso l’Università degli studi di Bologna.

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