1. VIA ANDREA VESALIO 6
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Antonio Gramsci prende alloggio in via Vesalio 6 appena giunto a Roma nel maggio 1924, in seguito alla sua elezione in Parlamento. Mancava dall’Italia da due anni. A Giulia, la compagna conosciuta a Mosca, che sta per dargli un figlio, scrive il 21 luglio 1924: «Abito presso una famiglia tedesca che non sa ancora con esattezza il mio nome e ignora che sono deputato comunista: faccio il professore serio serio, sono tenuto in grande considerazione e lasciato tranquillo in modo esasperante».

I tedeschi che lo ospitano sono i coniugi Passarge. A Roma da fine ’800, i Passarge erano stati espulsi dall’Italia allo scoppio della Prima Guerra mondiale perché “sudditi di paese nemico”. Tornati nel 1919, non riescono a rientrare in possesso dei beni espropriati (due farmacie e il villino di via Vesalio) e tutta la famiglia, e con essa Gramsci, dovranno di lì a poco trasferirsi a via Morgagni 25.
Sostituito dall’attuale edificio, il villino sorgeva nell’area dell’ex villa Patrizi.
