2. VIA GIOVANNI BATTISTA MORGAGNI 25
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Gramsci segue la famiglia Passarge dal villino di via Vesalio 6 a questo nuovo indirizzo. Abita al terzo piano in una cameretta affacciata su un giardino, «separata – come racconta Olga Pastore – da una grande tenda verde; dietro questa aveva il suo letto». Nonostante goda dell’immunità parlamentare, il 24 ottobre 1925 la polizia perquisisce la sua abitazione e gli vengono sequestrati documenti, corrispondenza e materiale di propaganda. Lo stesso accade ad altri deputati comunisti. È costantemente controllato da agenti della polizia che, «con il pretesto della protezione» – dirà al processo –, sorvegliano giorno e notte la sua casa. L’8 novembre 1926 intorno alle 22, dopo aver cenato dalla cognata Tatiana Schucht a via Musa 5, rientrato a casa, trova la polizia ad aspettarlo; è condotto prima presso il Commissariato di Porta Pia, poi nel carcere di Regina Coeli. Inizia il suo calvario.
